Irene Grandi
Irene Grandi è una delle poche "rockeuse" amate e accreditate sia dal pubblico che dalla critica. Merito di un'esistenza condotta sempre sulla lama del rasoio, vissuta per poter cantare ciò che viveva; di una carriera sinusoidale che è stata attraversata da picchi, cadute e rinascite, in cui ha dimostrato di possedere la capacità di risalire la corrente. Merito di una capacità camaleontica di adattare la sua voce e il suo personaggio a più mondi, espressi con il ruggito rabbioso o con la dolce melodia.
"Alle porte del sogno" (Atlantic/Warner Music) che arriva a distanza di cinque anni dall'ultimo cd di inediti, è il suo settimo album e segna l'inizio di una nuova fase nella carriera della cantante fiorentina: "Mi sento cresciuta e avverto l'esigenza di raccontare cose nuove", spiega Irene Grandi, che in questo nuovo lavoro discografico appare nelle vesti non solo di cantante, ma anche di co-autrice, condividendo la co-produzione artistica con Pio Stefanini, che già in passato aveva lavorato come autore per lei, e che più recentemente aveva prodotto "Bruci la città".
Tra i brani, "La Cometa di Halley", scritto da Francesco Bianconi dei Baustelle, con il quale Irene Grandi ha partecipato, dopo dieci anni - nel 2000 arrivò seconda con il brano "La tua ragazza sempre" - alla 60° edizione del Festival di Sanremo e "Stai ferma", scritta da Gaetano Curreri, leader degli Stadio. Tra gli altri autori che hanno contribuito alla creazione dei testi, figura anche il giovane poeta toscano Alfredo Vestrini.
Gli undici inediti contenuti nell'album spaziano dalla quotidianità a temi "grandi" che celebrano le emozioni forti come la sofferenza, l'entusiasmo, l'armonia e il desiderio. Il filo che li lega è una riflessione sulle strade da percorrere per vivere ed accogliere le emozioni senza sofferenza, aprendosi ad una nuova soglia grazie alla capacità di sognare.
Ascolta l'intervista realizzata da Laura De Vitis alla tappa di Modena
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